Risultati per Regione:
In Europa si registra un (+8%) degli arrivi internazionali, grazie al rimbalzo nell'Europa meridionale e mediterranea (+12%), e nell’Europa dell’Est (+7%), dopo l’indebolimento del 2016. Arrivi in aumento (+6%) in Nord Europa e del 4% nell’Europa Centrale e dell’Ovest, tra gennaio ed agosto del 2017.
L'Africa (+9%) ha registrato la crescita più rapida di tutte e cinque le regioni, grazie al forte rimbalzo in Nord Africa (+15%) e ai solidi risultati dell'Africa sub-sahariana (+5%).
L'Asia meridionale (+10%) ha trainato la crescita in Asia e nel Pacifico (+6%), seguita dal Sud-est asiatico (+8%) e Oceania (+7%), mentre i risultati nel Nord-Est asiatico (+3%) hanno dato risultati piuttosto contrastanti.
La maggior parte delle destinazioni americane (+3%) ha continuato a godere di risultati positivi, guidati dal Sud America (+7%), seguiti da America Centrale e Caraibi (entrambi +4%). In Nord America (+2%), i robusti risultati in Messico e Canada sono in netto contrasto con una diminuzione negli Stati Uniti, la principale destinazione turistica della regione.
I risultati in Medio Oriente (5%) sono misti, con alcune destinazioni in forte rimbalzo dalla crescita negativa degli anni precedenti, mentre altre hanno registrato cali fino ad agosto. Forte domanda in uscita dai principali mercati di origine,si registra un rimbalzo della Russia e del Brasile.
La crescita dei visitatori in entrata in tutte le destinazioni del mondo è stata alimentata dalla forte domanda in uscita dalla maggior parte dei mercati di origine. Tra i primi 10 mercati, la spesa turistica internazionale è cresciuta più rapidamente in Cina (+19%), Repubblica di Corea (+12%), Stati Uniti (+8%) e Canada (+7%). La spesa turistica della Germania, del Regno Unito, dell’Australia, dall'Italia e di Hong Kong (Cina) sono cresciute tra il 3% e il 5%, mentre la Francia ha registrato un modesto aumento dell'1%. Vale la pena notare oltre i primi 10 mercati di origine la significativa ripresa della domanda da parte della Federazione Russa (+27%) e del Brasile (+35%) dopo alcuni anni di calo delle spese turistiche all'estero.